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lunedì 5 gennaio 2015

Caipirinha... e andiamo in Brasile!



La caipirinha è un cocktail tipicamente brasiliano, a base di cachaça, lime, zucchero bianco e ghiaccio. In Brasile è servita nella maggior parte dei ristoranti ed è considerata una bevanda caratteristica del paese.
Il suo nome deriva dal diminutivo della parola brasiliana caipira, che viene usato per designare gli abitanti delle zone rurali e remote dello stato.

Ingredienti:

  • 6 cl di cachaça
  • mezzo lime
  • zucchero di canna lavorato bianco (2 cucchiaini)
  • ghiaccio tritato

Preparazione:

  • pestello
  • bicchiere tipo highball oppure old fashioned
  • 2 cannucce corte


Taglia il lime a metà e poi in 4 pezzetti tutti di ugual misura; adagiali nel bicchiere.
Aggiungi lo zucchero e con il pestello esercita una leggera pressione sulla polpa del lime; è utile eseguire movimenti rotatori per far uscire il succo, ponendo attenzione a non comprimere la buccia amara.
Aggiungi i cubetti di ghiaccio spaccati e infine la cachaça.
Inserisci una fetta di lime tagliata sottile, inserendola sul bordo del bicchiere
Servi il drink con due cannucce
Il drink non va shakerato né agitato, ma va mescolato con lo stirrer. Passa il succo del lime sull'orlo del bicchiere, e aggiungi lo zucchero di canna: resta così uno strato zuccherato che lascia più sapore e gusto alla Caipirinha.
Cin cin!

I cocktail! Cosa sono?



Un cocktail è una bevanda ottenuta tramite una miscela proporzionata ed equilibrata di diversi ingredienti alcolici, non alcolici e aromi. Un cocktail ben eseguito deve avere struttura, aroma e colore bilanciati; se eseguito senza l'uso di componenti alcoliche viene detto cocktail analcolico.
Il cocktail può presentare all'interno del bicchiere del ghiaccio, non presentarlo affatto, oppure può essere solo raffreddato con del ghiaccio. Secondo la presenza di determinati ingredienti quali soprattutto l'alcol, possono classificarsi cosi:

Pre dinner
Vengono serviti come aperitivi; molti sono caratterizzati dalla proprietà di stimolare la salivazione e, di riflesso, l'appetito. Salvo eccezioni, sono caratterizzati dalla prevalenza di aromi amareggianti.
In Italia vengono spesso supportati da stuzzichini di contorno.

After dinner

Serviti dopo cena, non devono essere confusi con i digestivi, ma come finale morbido a un pasto. Sono caratterizzati da:
Presenza decisa di alcool
Presenza di liquori e creme
Presenza olfattiva e gustativa complessa

Long Drinks

Sia alcolici che analcolici, sono generalmente dissetanti e caratterizzati da:
Presenza di grande varietà di distillati e liquori
Utilizzo importante di succhi di frutta e bevande gassate, spremute e centrifughe di verdure
Accompagnati da decorazioni voluminose e molto colorate

Any Time

Si servono in ogni momento, sono caratterizzati da:
Presenza di base alcolica
Aggiunta di soft drink
Utilizzo di addolcitori (glucosi o saccarosi)




I cocktail possono essere classificati anche secondo il tipo di bicchiere o coppa dove andranno consumati:
Short, se serviti nelle coppette da cocktail
Medium se serviti in tumbler bassi o old fashioned
Long drinks se serviti in tumbler alti o altri bicchieri di alta capacità



Ora vi sentite pronti a creare il vostro personale cocktail?
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Cin cin!!!

Cocktail all'arancia




Per 8 persone:
Arance sufficienti ad ottenere 250 ml di succo
250 ml di brandy
250 ml di gin
250 ml di vermouth bianco
Un sorso di sciroppo di granatina

In una caraffa versa tutti gli ingredienti, e mischiali bene.
Riempi lo shaker a metà con ghiaccio tritato e unisci il succo con gli ingredienti.
Agita e versa nelle coppe da cocktail. Ripeti l'operazione usando man mano tutta la bibita e aggiungendo altro ghiaccio allo shaker, fino al completamento del cocktail.
Servi immediatamente.

sabato 3 gennaio 2015

Come conservare lo Spumante e lo Champagne?



Se avete intenzione di invitare la regina del burlesque Dita Von Teese a cena a casa vostra, la prima cosa a cui dovete pensare è allo champagne. Ma ci sono delle regole ferree da rispettare per trovarsi in casa una bottiglia sempre eccellente nel tempo...

Le bottiglie di vino o di spumante non vanno lasciate a riposo in luoghi come la cucina o nel mobile-bar, a meno questo non sia chiuso (con le bottiglie al buio) e in una zona fresca, ma per poco tempo. Così anche, la bottiglia non va spostata in frigo per  per più di 2-3 giorni prima del consumo. Lo champagne è un vino, pertanto il suo luogo di riposo è la cantina. Quella naturale per chi ce l'ha, o quella tecnologica (quindi l’armadietto specializzato) negli altri casi. 

Quale luogo? Le bottiglie dovrebbero essere coricate, perché il vino, bagnando il tappo, lo mantiene umido, quindi perfettamente a contatto con il vetro, il che evita all’aria di entrare. Pertanto il vino è al riparo da una rapida ossidazione e non disperde la CO2, quindi le bollicine. Le bottiglie di champagne possono anche rimanere in piedi per un certo periodo di tempo, anche più di un anno, perche a differenza del vino, il tappo non si asciuga rapidamente perché la CO2 mantiene sempre un minimo di umidità allo stesso.
Oppure, ma serve molto spazio, il modo migliore per conservare alla lunga lo champagne è tenendo le bottiglie a testa in giù, appoggiate sul tappo. Ma è una soluzione per lunghi invecchiamenti.

Quale temperatura? Deve essere tra i 10 e i 12°C, che è la temperatura della cantine in Champagne. Soprattutto deve essere costante, rigorosamente. E' tollerabile anche il limite massimo dei 15°C, ma a patto che sia mantenuto regolarmente. In certe cantine naturali il range 10-15°C è frutto del cambio delle stagioni e questo è accettabile perché la variazione termica all’interno di questo range avviene molto lentamente, quindi senza stress per le bottiglie, che hanno tempo di acclimatarsi. Ovviamente, le cantinette specializzate permettono di impostare la temperatura desiderata (consiglio i 12°C costanti).
Con la salita delle temperature, lo champagne evolve rapidamente, mentre il caldo vero e proprio lo compromette irrimediabilmente, soprattutto nel caso di un brusco innalzamento della temperatura.





Quali condizioni di Umidità? Un buon tasso di umidità permette di mantenere il tappo elastico e, quindi, perfettamente aderente al vetro della bottiglia; diversamente, questo si seccherà e lascerà passare l’aria. L'umidità ottimale è tra il 60 e il 70%, tollerando anche il 50%, ma che deve essere il limite inferiore estremo e non la norma. Un’umidità più elevata, non fa male alle bottiglie (nelle cantine della Champagne si raggiunge il 90%), ma le etichette finiscono per rovinarsi. Comunque, se l’umidità dovesse essere elevata, meglio lasciarla così e proteggere le etichette avvolgendo le bottiglie con la pellicola trasparente. Considerate, inoltre, che a fronte di tassi di umidità elevati, il vino evolve più lentamente, quindi è la condizione migliore per un lungo invecchiamento. E con la cantina molto umida le bottiglie potrebbero perfino rimanere in piedi perché il tappo non si seccherà. Le cantinette, come per la temperatura, possono avere anche il controllo dell’umidità, quindi in questo caso il valore sarà sempre ottimale.

Quali condizioni di luce? La luce è nemica del vino, soprattutto dei vini bianchi e di quelli spumanti, quindi dello champagne. D’altronde, ci sarà pure una ragione se il 99% delle bottiglie sono scure e le cantine sono buie… Inoltre, bottiglie trasparenti come quella del Cristal sono protette da un rivestimento costituito da una pellicola capace di filtrare i raggi UV. Sono proprio questi, infatti, a compromettere la struttura del vino, tanto che in Champagne si parla di “goût de lumière”, una vera e propria alterazione aromatica data dalla prolungata esposizione ai raggi UV.
Il vino, è sensibile agli odori, o meglio, il tappo è poroso e può farli passare, così questi andranno a incidere sul vino. Quindi niente formaggi vicino al vino. E' bene non tenere le bottiglie nei cartoni: l’umidità della cantina potrebbe portare, col tempo, a far ammuffire il cartone. Per chiudere, anche le vibrazioni non vanno d’accordo con il vino, ma non credo proprio che questa situazione sia frequente.

E ora, potete pure fare quell'invito, sperando che la Divina Dita accetti! 
Nel caso non vi troviate la bottiglia giusta in casa, sapete dove ordinarla...
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Fonte: lemiebollicine.com

Abbina lo spumante giusto ai tuoi pasti!


Per l'accompagnamento di un pranzo o una cena non bisogna sottovalutare ciò che berranno gli ospiti. Puoi preparare una pietanza eccezionale ma se non indovini l'alcolico giusto, il pasto è rovinato. Quali pietanze abbinare allo spumante secco e dolce?

Se abbinato coi piatti giusti i tuoi ospiti apprezzeranno ancora di più. Per il suo fresco profumo e la gradazione alcolica non troppo elevata, lo spumante sia secco che dolce, non si adatta ad accompagnare pietanze molto elaborate. Gli spumanti secchi li puoi abbinare ad antipasti a base di verdura e uova. Ottimo con i primi piatti semplici, come le zuppe, creme e vellutate di verdure. Si accompagna bene alle carni bianche come il pollo, coniglio e tacchino. 

Gli spumanti più aromatici li puoi servire con i piatti di crostacei e molluschi, basta non aggiungere salse piccanti ed elaborate. Lo spumante secco assolutamente non va abbinato con le carni rosse e selvaggina, né con formaggi stagionati o con piatti di pesce cucinati con salse saporite.

Lo spumante secco lo devi servire fresco ad una temperatura che vada dagli otto ai dieci gradi. Gli spumanti secchi e amabili sono ottimi anche come aperitivi.

Gli spumanti dolci come il Moscato o il Prosecco amabile o dolce possono essere abbinati con tutte le preparazioni a base di frutta (macedonie, composte, crostate), eccellente con i gelati e i semifreddi e con i dolci lievitati preparati con impasti semplici e senza farciture. Lo spumante dolce va servito freddo a non più di sette gradi.

Dove scegliere la bottiglia adatta per deliziare i tuoi invitati? Lo sai già... 
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Buon appetito!